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Pessime imitazioni

Mentre in Florida Hillary Clinton vince sull'arrogantello veterokenyota, e Rudy Giuliani paventa la sua ritirata, in Italia assistiamo inermi (ed anche un po' schifati, diciamocelo) al delirio veltroniano.
Pacatamente, Veltroni passa da una boutade all'altra, da un voltafaccia all'altro, da una prosopopea all'altra. Dimentico ormai del suo passato nel PCI, della lezione di Togliatti prima, e del grande, grandissimo Berlinguer dopo, prima apre a Berlusconi proponendogli la grande coalizione (e fin qui niente da dire, per il bene dell'Italia questo e altro) poi - a meno che non me lo sia sognata- si piega ai teodem senza i quali il PD sarebbe una banda di cariatidi senza senso, e avvalla la moratoria contro l'aborto.
Guardatevi dal fintobuono Valter. E' ambizioso e gelido. E' colui che per timore di perdere lo scettro del comando ha impedito la candidatura alle primarie del PD di Bersani, contornandosi di avversari facilmente affondabili. E' l'uomo che vorrebbe essere Robert Kennedy ma ha l'aplomb di Lillo il Castoro. E' colui che, pur volendo imitare il Democratic Party made in USA, lo sta rovinando ancor prima di farlo decollare.
Se ci aggiungiamo che Bertinotti ormai parla come Berlusconi e che Diliberto trasforma in merda qualsiasi cosa, possiamo dolorosamente affermare che la lezione della sinistra europea รจ stata dimenticata.
A lottare per il proletariato, ormai, rimane solo un uomo:
 
Lo capite che abbiamo toccato il fondo???

Pubblicato il 30/1/2008 alle 9.54 nella rubrica Diario.

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