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You've got the style it takes
Leave me paralized, love
post pubblicato in Diario, il 30 settembre 2008
I miei trascorsi indie avrebbero dovuto insegnarmi che se voglio andare al concerto dei Notwist al Circolo degli Artisti devo rifarmi per tempo.
Altrimenti rischio di arrivare lì e vedere il temuto cartello SOLD OUT.
Come è successo stasera, lasciandomi prostrata.
Ora faccio harakiri guardando Floris.
Cocca, siamo rimasti in pochi
post pubblicato in Diario, il 29 settembre 2008

Questa è la frase con cui mio padre mi annuncia la dipartita di qualche divo del cinema suo coetaneo. Non so se si senta un divo del cinema o è solo la paura della morte che lo fa avvicinare cosmicamente ai coetanei.

Non  so cosa scrivere, quindi non dovrei neanche farlo, perchè non si scrive se non si ha qualcosa (anche di poco sensato) da dire.

Mentre dilaga la febbre di facebook, io continuo a preferire il Cannocchiale.


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permalink | inviato da Dolcinganni il 29/9/2008 alle 12:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
Scampoli di part time
post pubblicato in Diario, il 26 settembre 2008

Ieri sono dovuta andare ad Arezzo a un convegno a Confindustria di cui mi interessava il giusto, e soprattutto dove la persona che mi aveva invitata e al quale (dato che trattasi di personalità di spicco) non si può mai dire di no, non c'era.
Inoltre, mentre pensavo beatamente ai fatti miei (in realtà pensavo alla IV puntata della II serie di Gossip Girl che avevo guardato la sera prima), seduta in mezzo a imprendotori e signore aretini, mi sento chiamare in causa non per il ruolo che ricopro nel mio posto di lavoro (il che mi avrebbe aiutata a non imbarazzarmi), ma come personalità di spicco di Lucca. Non sapevo se ridere o scappare. O se scappare ridendo. Mi hanno aplaudita e invitata al tavolo dei relatori.
Ora, la persona di spicco a cui non possiamo mai dire di no è ottuagenaria e da ieri so che è anche un po' rincoglionita. Mi ha spacciata per qualcosa che non sono e ora devo trovare la soluzione a questa cazzata. Si chiama problem solving, dicono. Non fosse che in questo periodo ho 1000 cose da fare.
Stamani chiamo la mia capa e le racconto l'accaduto bene (dato che ieri gliel'avevo solo accennato). Ha riso fino alle lacrime, poi ha insultato l'ottuagenario rincoglionito a cui non possiamo mai dire di no.
Mi ha detto di sbattermene, ma lui mi ha scritto una mail di ringraziamento. Quindi ho passato la palla a mia madre, che vive a Lucca e che ha a che fare con l'ambiente.
Magari è la volta buona che lascia mio padre, gli rende pan per focaccia, e scappa a Genova con l'ottuagenario rincoglionito a cui non possiamo mai dire di no. Il che risolverebbe il 90% dei miei problemi. E forse anche quelli di mio padre.

Comunque. ieri sono tornata a casa un'ora e mezzo prima del solito. Il che mi ha permesso di portare una giacca in lavanderia e esplorare i negozi del mio nuovo quartiere.
Ho scoperto che:
- ci sono un fottio di tintorie a buon mercato:
- ci sono un sacco di fruttivendoli (o verdurai);
- il panificio di fronte alla mia fermata del bus ha un sacco di roba appetitosa;
- nel mio palazzo il 70% degli inquilini ha un'età compresa tra i 60 e i 90 anni, il restante 30% sono giovani coppie;
- al piano sopra il mio abita una bimba di 1 anno che si chiama Cecilia e che somiglia in maniera imbarazzante a me da piccola (capello crespo negroide).
Poi ho pulito casa guardando i deliri di Barbara D'Urso e Sgarbi sulle modelle che cadono alle sfilate e mi sono docciata prima di cena.
La prossima volta che potrò fare così tante cose in metà pomeriggio ricapiterà tra un anno.




permalink | inviato da Dolcinganni il 26/9/2008 alle 10:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
Being teenager today
post pubblicato in Diario, il 24 settembre 2008

Sono da internare, lo so.
Ma l'idea che ho a disposizione anche la 4 puntata della II serie di Gossip Girl (andata in onda lunedì sera in USA), mi riempie di gioia.
Hanno vite molto più movimentate loro, che hanno 17 anni, di me che ne ho 33. Sono diabolici come io non potrei mai diventare in tutta una vita e cenano in ristoranti dove io ceno solo per lavoro (e raramente).

Intanto sto resistendo alla tentazione di impelagarmi anche in Agrodolce, la nuova puttanata italiota di Rai 3. Questo perchè almeno vedo 1 TG al dì (anche se son certa che è più serio Agrodolce) e non rinuncio a UPAS, il mio primo amore ormai scivolato nel trash più indisponente. Ma la droga è droga.

Se la FED salvasse anche me non sarebbe male
post pubblicato in Diario, il 22 settembre 2008

Giovedì mattina ho avuto un mezzo collasso nervoso. Colpa del mio primo nipote (anni 30, padre di famiglia) che lavora in banca e che in casa chiamiamo amorevolmente Pessimismo Cosmico (per differenziarlo da mio fratello, che invece chiamiamo Gioia di vivere e a suo figlio, ovvero nipote di Pessimismo che chiamiamo il giovane Werther - i maschi in casa mia non vengono benissimo) che mi ha chiamata prospettandomi il crollo del sistema bancario mondiale e consgeuente perdita di tutti gli investimenti di famiglia.
Così venerdì sono andata a Firenze a fare due appuntamenti di lavoro e poi mi sono precipitata a Lucca (dove diluviava e faceva un freddo cane) dove ho incontrato sia Pessimismo che Gioia e abbiamo deciso di modificare qualcosa. Ovviamente il mondo non sta finendo, c'è la recessione, che vabbè. è grave, è brutta, è atroce, ma se sprofondo io sprofondano tutti. Quindi sto tranquilla.
Intanto la FED ha salvato le chiappe a Merryl Lynch e Goldman Sachs, gaudiamo.

Sabato ho portato il mio fidanzato a vedere Livorno, dato che la chiamano la Napoli del Nord.
Livorno, come diceva sempre il padre di un mio ex livornese, non è una città, è Beirut. Ma il mio fidanzato l'ha amata da subito. Tralasciando l'architettura fascista e il fatto che non ci sono monumenti, ha amato il mare in città, Piazza Mascagni. E l'Ardenza. Vorrebbe andare a vivere all'Ardenza. Che è come dire Posillipo a Napoli. Grazie a 'sta cippa.
Comunque i livornesi sono una razza superiore,
Devo dire che non mi dispiacerebbe vivere lì.
Del resto per quanto il fidanzato riconosca che la qualità della vita in Toscana è altissima, e che sia un passo che, come dire, aiuterebbe la costruzione del nostro nucleo familiare, di trasferirsi a Lucca, la mia città, non se la sente proprio. Città bellissima, ma chiusa, borghese e provinciale.
Intanto continuiamo il nostro percorso romano.
Non ci voglio pensare, per ora. Chè io a Roma ci sto bbbene.




permalink | inviato da Dolcinganni il 22/9/2008 alle 10:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
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