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You've got the style it takes
L'estate dei nerds - Torna l'angolo di UPAS (almeno oggi)
post pubblicato in Diario, il 31 luglio 2008

E' da tempo che non vi sollazzo con i deliri della soap più trash della televisione italiana, ovvero Un posto al sole, per gli amici semplicemente UPAS.
Non che abbia smesso di guardarla, assolutamente, la mia mezz'ora da decerberata quotidiana è salva, semplicemente non era più successo niente di eclatanete nella soap, oppure ero io che ero troppo presa dai roboanti avvenimenti di politica ed attualità e sì, insomma, mi fingevo colta.
Ma da circa due settimane presto molta più attenzione a quel contenitore di luoghi comuni trash, filocattolici e nazional popolari che è Un posto al sole d'estate. E badate bene che se UPAS è trash, di infimo livello, UPASDE è molto, molto peggio. Vi dirò di più: è troppo anche per me (che sono appassionata di Gossip Girl e Ugly Betty, ecco).

Allora. L'estate a Napoli si fa calda e insopportabile. Probabilmente gli attori più quotati di UPAS sono riusciti a mettersi i soldi da parte e a comprarsi casa a Capri o a Ischia, al limite a Ventotene, e di sicuro non hanno bisogno di lavorare anche d'estate, e quindi si godono le meritate ferie e il successo. Poi c'è un nugolo di attoruncoli di UPAS che invece ha bisogno anche della stagione estiva, e quindi viene rincicciata insieme ad altri attori che evidentemente sono stati cassati per la vesrione high level (invernale) e ripristinati per questa.
Da Napoli ci spostiamo in una località non ben definita (l'anno scorso era Massa Lubrense), sempre sulla Costiera. Un amico di Raffaele e Renato, un comandante di navi da crociera che poi si è ritirato perchè la sua figliola Penny lo odiava per la sua assenza come padre e si è data al dark destando la preoccupazione del genitore tutto ad un pezzo, decide di prendere in gestione il villaggio turistico Baia 1000. Con lui la figliola Penny, sempre vestita di nero e a 5 strati, l'assistente Stefania (la trebesta Anita che fu di 100 vetrine), acida cattiva, zitella e anche cornuta, il cabarettista pesce lesso Antonio (che sta con Stefania ma è innamorato dell'ex budello sieropositivo LudoFica), il clone di Ugly Betty detta Susy (che l'anno scorso lanciò un messaggio nella bottiglia alla ricerca del vero amore che poi venne raccolta da quel nerd di Pasqualino), l'inossidabile Aida, la zitella svalvolata, sciatta, pallosa, scema e tritapalle Emma, il figaccione alla Costantino, Dado, e la megatopa un po' vacca Natalia (nientepopòdimenoche... la morona topa del GF).

Allora: Antonio sta con Stefania, ma a Baia 1000 ritrova Ludofica, suo vecchio amore del liceo che però non se lo cagava di pezza. Sulle prime Ludofica, in vacanza con la mamma stronza e la nipotina, lo caga meno 100, ma poi quando la sgamano che non ha una lira, le tocca fare la sguattera (un plauso alla parrucchiera che la pettina come una sguattera, che tocco de gggenio!). Però come in tutte le favole che si rispettino, Ludofica riscopre non solo la semplicità (ah, come sono lontani i tempi in cui faceva il puttanone d'altobordo!) e l'amore per Antonio, ma anche di avere una gran bella voce che le fa plagiare TUTTE le canzoni di Carmen. Il sodalizio tra Antonio e Ludo manda in bestia quell'isterica di Stefania che son certa ce ne farà vedere delle belle. Stefania, poi, trama anche contro il capocomitiva, con la complicità di un ignoto uomo (dai, Federico, la carogna che mandò in carcere Filippo con l'aiuto di Ludo). Emma che dopo 1 anno a Hollywood e le corna del bel regista è tornata a fare la giornalista nerd, scrive su un settimanale che distribuiscono solo lì, a Baia 1000, e cura una rubrica per zitelle acide. Il suo oggetto (sessuale e di studio) è il bello e scemo Dado. Ma siccome Emma, si sa, è cogliona, se ne innamora davvero. Dado invece è cotto di quel tocco di topa di Natalia, che è zoccola e ha un marito che presumibilmente fa il buttafuori al Gilda. Pasqualino (che in un anno si è fatto il fisicaccio) scarica quel cesso di Susy perchè ha capito di amare Penny, che smessi gli abiti da darkcel'hocolmondoviodiotuttifateschifo, si è invece innamorata del tenebroso con la moto che l'ha aiutata ascappare. Ma il pezzo meglio è Osvaldo, che poi altro non è che Otello (cioè lo stesso attore) ma in versione vecchia checca isterica.

Ora, io non voglio sapere chi andrebbe in un villaggio turistico come quello, nè perchè la RAI investa in prodotti simili. Ma non vedo l'ora di scoprire cosa è quel tributo al romanzo popolare che stanno lanciando su RAI 3. Cribbio, dev'essere una roba inguardabile. So già che me ne innamorerò.
Sto male.


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permalink | inviato da Dolcinganni il 31/7/2008 alle 12:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (29) | Versione per la stampa
Consigli per vivere
post pubblicato in Diario, il 30 luglio 2008

Quello che siamo da adulti è il risultato delle nostre inclinazioni umane, delle esperienze vissute e dell'educazione ricevuta.
Io soffro di quella che gli psicologi chiamano sindrome da catastrofe, ovvero vivo tutto con un pragmatismo e un'apprensione che spesso mi impediscono di godermi anche i momenti di spensieratezza. Non vivo (più) alla giornata, guardo al futuro, vedendolo nero ma facendo in modo di renderlo roseo. Il lavoro per me non è solo un lavoro. Ho la fortuna di fare una cosa che amo, che mi dà enormi soddisfazioni, che mi gratifica se non economicamente almeno umanamente. Ed è una grande fortuna. Ma non è un lavoro, è il catalizzatore delle mie angosce e delle mie paure.

Stamani mi ha chiamata mia sorella, che in verità è la persona che più mi è vicina. E' la mamma che mia mamma non è stata, e a 33 anni penso di essere una privilegiata, perchè mia sorella è l'opposto di mia madre, ed avendo 20 anni più di me il mix di entrambe fa sì che sia come avere una sola mamma, perfetta.
Ora siamo due donne, e siamo molto simili. E se c'è una cosa che mi rende orgogliosa di me stessa è di somigliare alla persona che stimo di più. Significa che le mie sofferenze sono state incanalate in una direzione giusta.
Lei sa cosa penso, come vivo le cose, cosa la sofferenza che i nostri genitori ci hanno causata continui a provocare nelle mie reazioni e nella mia esistenza.
Quando ne parliamo io mi dimostro dura, non solo perchè un po' lo sono diventata, ma anche perchè non voglio che si preoccupi per me, perchè voglio che sappia che ho tutto sotto controllo. E che anche se questo controllo mi preclude a volte qualche momento di serenità, è l'unico modo per sentirmi sicura.
Stamani mi ha consigliata di guardare un estratti da una conferenza di Randy Pausch, docente di informatica prematuramente morto di cancro a 48 anni qualche giorno fa. Da quando ha scoperto di avere un cancro incurabile, Pausch ha dimostrato di far parte di quella schiera di persone che molti (come i miei genitori) definiscono pazzi, visionari, idealisti e poco copncreti. Anche se io sono una persona pragmatica, hos empre avuto un'ammirazione incondizionata per i Don Chisciotte. Come Falcone e Borsellino, come Mohammad Yunus, come tutti coloro che, a discapito della sicurezza e del benessere dedicano la propria vita per un ideale.
L'ideale di Pausch è che la vita merita sempre e comunque di essere vissuta, e che l'esperienza è ciò che si realizza quando non si realizzano i sogni.


Con questo video mi ha dato un consiglio di vita.


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permalink | inviato da Dolcinganni il 30/7/2008 alle 11:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
Ansia, stress... due palle così
post pubblicato in Diario, il 30 luglio 2008

Stanotte ho dormito sì e no 1 ora e mezzo. E male. Malissimo.
Ho avuto delle crisi d'ansia immotivate, o almeno a me è sembrato così. Tachicardia, sudori. Non mi era mai successo. Più provavo ad addormentarmi, più l'ansia cresceva. Atroce.
Oggi, a parte sentirmi uno straccio, mi sento anche giù di morale.
Stasera provo con la melatonina t.
Forse è stanchezza, è il mio organismo che mi sta suggerendo qualcosa.
Io credo di avere due palle così.
Non vedo l'ora di andarmi a riposare qui:




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permalink | inviato da Dolcinganni il 30/7/2008 alle 9:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
Palinsesto in ritardo
post pubblicato in Diario, il 29 luglio 2008

Quasi quasi scrivo ai Radicali, già che sono asserragliati alla RAI, per sottoporre il fatto che quando la sottoscritta si appresatava ad affrontare la sua tesi di laurea, i film di Alberto Lattuada erano irreperibili, mentre sono giorni che alle 9, TUTTE LE MATTINE, su RAI3 vengono passati i suoi capolavori. Insomma, sono in ritardo di 6 anni. Io dovetti andare alla Cineteca Italiana di Milano, assistere alla tragedia del Pirellone dove, nel caos generale mi rubarono anche la borsa, e fare inserzioni su Film TV che mi costarono telefonate di maniaci ansimanti durante la notte (colpa de LA CICALA, credo).

Comunque ieri hanno dato Il bandito, oggi Il Mulino del Po, domani non so.
Ve li consiglio.
E' letteratura, è cinema, è architettura.
Quell'uomo era un genio.

Run, Pope run!
post pubblicato in Diario, il 28 luglio 2008
Da oggi comincio ad allenarmi perchè il 29 aprile prossimo mi apsetta una kermesse d'eccezione.
Il primo classificato si aggiudicherà l'indulgenza plenaria e una cena a lume di candela con Padre Georg.
Ecco perchè ho deciso di partecipare.
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