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You've got the style it takes
Famo un'azione, famola bene
post pubblicato in Diario, il 30 novembre 2007

Come ci suggerisce lei:


Con un semplice sms al 48585 potete fare molto.
Oppure con un versamento:

Bollettino di conto corrente postale

n° 25269200 instestato a Lila Onlus Via Monti 58 22100 Como.

Bonifico sul conto Credito Bergamasco
n° 000000030049 - Via Lungo Lario Trento, 11 Como - cin r; cab 10902; abi 03336
Intestato a LILA Nazionale Onlus - Via Monti 58 22100 Como.

Perchè l'AIDS è un problema di tutti.

Fate i bravi!

PS: per chi è a Roma, stasera all'Auditorium della Conciliazione letture contro la pena di morte.


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permalink | inviato da Dolcinganni il 30/11/2007 alle 12:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Il mio orologio biologico mi sta uccidendo
post pubblicato in Diario, il 30 novembre 2007

Oramai è chiaro, l'orologio biologico deve aver scoccato la sua ora. Oppure sono io che sono stressata e crollo per cose inaudite.
Ieri sera ci siamo messi nel talamo a guardare un film cinese con sottotitoli in inglese. Sono scoppiata a piangere, con singhiozzi, perchè c'era un bimbo abbandonato dalla mamma che non lo voleva nessuno, E questo bimbo piangeva come un ossesso. Non ce la facevo. Ci è toccato guardare su IMDB per scoprire se il film aveva un happy ending o meno. E guarda caso ci siamo imbattuti in una recensione di un giornalista che, presumibilmente, aveva visto solo il primo quarto d'ora del film perchè era interamente incentrata sulla cattiveria dei cinesi. Il fidanzato rideva, non sapeva se ero ridicola o se doveva preoccuparsi del mio stato mentale (o tutte e due le cose). Il resto del film era sulla donna a cui il bimbo era stato appioppato. Del bimbo nessuna traccia. Mi sono in parte calmata, ma ogni tanto mi domandavo che fine avesse fatto il piccolo.
Ora, io sono sempre stata ipersensibile nei confronti dell'infanzia. Un po' perchè i bimbi mi piacciono da matti, un po' perchè da piccola avevo paura di essere abbandonata (colpa di quei minchia di cartoni animati che andavno di moda negli anni ottanta, dove tutti erano orfani, abbandioonati etc). Però comincio a credere che siano gli ormoni che mi avvertono che sono pronta ad accogliere un'altra vita. Peccato che non sia proprio il momento.

A proposito di Cina:
quello è un bel gran governo di merda. Che se ne batte dei diritti umani, che si permette di minacciare le istituzioni italiane che hanno invitato il Dalai Lama per il Summit Mondiale dei Nobel per la Pace. Il papaccio ha persino cancellato l'appuntamento, dicendo che non era mai stato in agenda. E c'è molto di più.
Sono francamente basita.

Sono veggente ed autotrainante
post pubblicato in Diario, il 29 novembre 2007

Qualche notte fa ho sognato una ragazza che faceva l'università con me. Non la conoscevo benissimo, ci salutavamo, quando c'incontravamo ai festival ci fermavamo a chiacchierare, ma non eravamo amiche. Inoltre non la vedevo da 4 anni circa. La sogno e mi stupisco di averla sognata.
Ieri ero a Firenze per un appuntamento. Dal momento che ero in anticipo di una mezz'oretta ne approfitto per fare un salto in una libreria. E la incontro. Così, per caso. Lei neanche vive a Firenze. Mi spavento da sola. Ah, la psiche! Chiacchieriamo un po', lei mi chiede che faccio nella vita, le dico che vivo a Roma che il cinema l'ho abbandonato, non fa per me, e le dico che lavoro faccio. Bello, dice lei. Bello, dico io, ma sono precaria da 5 anni. Lei mi dice che io le ridò fiducia nella vita, che sono la collega di università che fa il lavoro più figo (dopo quei lacchè che ce l'hanno fatta a rimanere al dipartimento... LACCHE'!), che mi invidia. E' l'ora dell'appuntamento. Ci salutiamo, chissà quando ci rivedremo.
In treno, al ritorno, ci penso e ci ripenso. Minchia, è vero! Io ho un culo come una portaerei (non solo metaforicamente): lei ha 3 lavori tutti precari, che non c'incastrano un'emerita pippa con quello che ha studiato. Il mio un po' sì. Improvvisamente vedo le mie cape supreme non più come delle aguzzine miliardarie viziate, ma come sorelle. Quasi mi commuovo. Poi mi viene in mente che quando ho avuto grossi problemi famigliari, la mia capa mi ha offerto il suo aiuto, sotto diverse forme, senza mai permettermi di scadere nel vittimismo. Non ho accettato per orgoglio, ma lei ci sarebbe stata. E mi viene in mente che che oltre ad avermi insegnato una professione, ad avermi fatto vedere un bel mondo, mi ha fatta crescere anche umanamente, insegnandomi a separare la mia vita dal mio lavoro. Ora, rimango sempre una Ugly Betty dè noantri, una serva alla Il Diavolo veste Prada, ma cribbio, veramente in confronto ad altri ho culo.
Posso e devo migliorare la mia situazione, dal punto di vista contarttuale e da quello economico. Però ringrazio il mio subconscio ed il potere onirico perchè almeno per oggi sono contenta.
Domani loro due torneranno le streghe di sempre.

Fine della pippa autotrainante.

P.S.: le ex colleghe del mio fidanzato sono delle merde. Si credono strafighe e raffinatissime quando una è un cesso da combattimento e idiota, l'altra una gatta morta rozza. Menomale che ha cambiato azienda. E menomale che s'è salvato anche quell'altro disgraziato che prese il suo posto.


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permalink | inviato da Dolcinganni il 29/11/2007 alle 10:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa
Educ-Azione
post pubblicato in Diario, il 27 novembre 2007

Vi ho già detto che il palazzo in cui lavoro è di proprietà dei preti. Preti miliardari, proprietari oltre del palazzo, di ettari ed ettari di giardini in centro a Roma.
Ebbene, i preti hanno deciso di avere bisogno di una sala riunioni e di 2 bagni in marmo. Sopra il mio ufficio. Li abbiamo pregati di avvertirci prima (visto che paghiamo un lauto affitto) e di fare i lavoro NON in orario di ufficio. Che poi sono i fondamentalia del buon senso, ancor prima che dell'educazione. Ma niente. Trapanano e smontano a giornate. Allora ho chiamato il capo prete. Lui è venuto da me, mi ha enumerato le sue proprietà e poi mi ha fatto la filippica su Dio. Ora, io non credo in Dio, ma gli lascio il beneficio del dubbio (sia mai che arrivata di là mi faccia la surprise dicendomi "embè, ora ci credi che esisto??")... ma al clero non credo. Io lo guardavo basita, mentre lui snocciolava cifre da capogiro. La rabbia montava: 1) perchè io devo lavorare per pagarmi una camera d'affitto; 2) perchè appunto DEVO lavorare e con 'sto casino è impossibile; 3) perchè Dio non credo sarebbe d'accordo con lo sperpero di denaro che gente come questa fa invece di adoperarlo per cose più consone al loro credo. Ma ho taciuto. Educazione, rispetto per gli anziani. Ho sfanculato mentalmente mia madre, la sua educazione rigida e il suo fervente cattolicesimo.
Ecco, lasciando stare i santi ma giocando con i fanti, è proprio gente come questo qua che mi fa essere anticlericale a bestia.

 


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permalink | inviato da Dolcinganni il 27/11/2007 alle 11:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa
As time goes by...
post pubblicato in Diario, il 26 novembre 2007

Sabato ero nella mia ridente cittadina natale. Dopo anni di assenza dalle scene mondane locali  (per altro da me sempre piuttosto evitate), decido di uscire con l'amica di sempre (che nel frattempo ha partorito nove mesi fa, e quindi anch'essa è fuori dalle scene da un po', anche se sempre meno di me) per aperitivo + cena.
Il locale di grido è cambiato, la gente, quella non cambia mai. Ma quello che prima mi infastidiva a morte (sempre le stesse facce), l'altra sera mi ha commossa, intenerita. Rivedere persone che non vedevo da secoli, e capire che non è cambiato niente.
Cribbio, sto invecchiando!

PS: le mie amiche hanno i figli più simpatici del Pianeta!


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permalink | inviato da Dolcinganni il 26/11/2007 alle 11:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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